Venerdì 3 luglio – Mottarone e San Carlone

Si può fare: 4 disabili, 5 bambini sotto i 4 anni, 2 passeggini e 11 adulti possono senza fatica e con gioia salire al Mottarone prendendo 2 funivie e una seggiovia.

Splendida giornata di sole nonostante la sera prima i coniugi Capizzi con Samuele al seguito si erano portati dietro da Milano un po’ di pioggia.
Sveglia, colazione, preparazione dei panini, tenere Raffaele lontano dai bimbi e partenza in auto alla volta di Stresa dove la funicolare ci aspettava.
Mentre Chiara e Maria Livia facevano i biglietti ci si divertiva guardare le barche che partivano dal porticciolo sul lago.
Partiti! Che panorama, che bel fresco, che piccole le auto, le case, le barche, le Isole Borromee!
Arrivo alla prima tappa e senza intoppi ci dirigiamo verso la seconda funivia che ci porterà quasi in cima.
Si chiacchera, si guarda il panorama, i tre bimbi sono arrampicati per vedere meglio, i Pulcini si vede che sono felici!
Arrivati. Che si fa? Saliamo! E mentre Federica con Margherita e Maria Livia si avviano a piedi per una veloce scarpinata, tutto il gruppo si avvia alla volta della seggiovia.
“Buongiorno secondo lei possiamo salire in 17 di cui 5 bambini, 3 disabili e due passeggini?” “No!” secco come un Martini Dry.
Ma alla fine: “si può, si può!”
In cima foto di gruppo, e discesa verso il prato dove mangeremo: Raffa novello stambecco (nonostante l’atroce dolore alla spalla), Fabri stranamente si alza quasi subito, i bimbi hanno fame, Federica si chiede dove dormirà stasera, Giorgio che brama un gustoso panino…..

Pronti… via, si mangia. panini per tutti, pomodori, frutta fresca.
Si chiacchera, si gioca a palla, si prende il sole, ci si riposa e tutt’intorno i 5 laghi e le montagne (non le conosco, quindi non sto ad elencarle). I più felici? Tutti.
Elisa e Fabrizio purtroppo ci devono lasciare e quindi a piedi si avviano alla funivia per tornarsene a Milano (ma tranquilli, Elisa tornerà ancora).
Tutti gli altri dopo un buon caffè si avviano verso la funivia e verso la prossima meta: la statua di San Carlo ad Arona, amichevolmente detta Sancarlone.
Il ritorno è più tranquillo, c’è meno chiacchericcio nella cabina, i bimbi sono un po’ stanchi, i ragazzi anche, i volontari? Pure!

Partenza dal porto di Stresa, 20 minuti di macchina e siamo ad Arona, la statua è proprio alta, domina il lago.
Raffa chiedendo aiuto a metà dei santi del Paradiso sale fino ai piedi della statua e richiedendolo all’altra metà ridiscende. Alcuni arditi entrano anche nella statua: che caldo però! Federica con Francesca e Giovannino ci aspettano nel giardinetto.
Panorama splendido e l’occasione lo richiede: ghiacciolo rinfrescante e corroborante per tutti.

Ultime chiacchere, distribuzione dei turni, avvisi, definizione orari e l’allegra carovana di auto riparte alla volta di Villa Elisa.
Doccie, cambio di vestiti, deodoranti, chiacchere, schitarrata con Daniele, bimbi che hanno famissima. Maria Livia e Sara ci preparano un fantastico risotto alla milanese carne alla pizzaiola e piselli.
Che mangiata, tutti sazi, Raffaele no. Ha una fame, mangerebbe un elefante!
Pulizia della sala e della cucina, e poi nel portico a cantare con la chitarra e a prendere il fresco. Fedrica va a fare una passeggiata serale, gli altri giocano, chiaccherano, coccolano Wendy che come ogni anno viene a trovarci.
Ma le palpebre si fanno sempre più pesanti, non si è più così vispi, i più piccoli vogliono il ciuccio.
Preghiera di ringraziamento per la bella giornata e tutti a nanna.
Domani ci aspetta un altra giornata piena.

Ah e le immagini di questa bella giornata? Saranno caricate dai fotografi ufficiali a breve nella sezione qui a destra.

Luca