Genova by train – in ritardo ma avevo da lavorare!

Era un bel po’ che non si andava in treno.
Mezzo che dice sempre la sua come comodità (certo quello che abbiamo preso probabilmente faceva parte di uno stock che Napoleone regalò ai reggenti della Repubblica Cisalpina a fine 1700) anche se i costi sono sempre un po’ sostenuti.

Quindi in una piovosa e nevosa mattinata di fine novembre la PulceAllegra è partita verso Genova, gradito ritorno, ma attenzione non per l’Acquario!

Il viaggio è andato tutto bene, dai finestrini scorreva la bassa pavese totalmente imbiancata e negli scompartimenti si chiaccherava, si leggeva, si giocava a carte.

Arrivati a Genova ci accoglie una fredda pioggerella fastidiosa che non ci intimorisce, e quindi baldanzosi come sempre ci incamminiamo alla volta del porto, superiamo l’Acquario e ci avviamo verso la Biosfera, un’enorme sfera in vetro e acciaio con un diametro di 20 metri dove sono racchiusi piante e uccelli tropicali. Ad accoglierci troviamo Giacomo -con grande gioia di Raffa e Fabri- che ci aveva preceduto per questioni sentimentali. E infatti incontriamo Giulia la sua fidanzata che si è sobbarcata (povera ignara) un giornata con la Pulce tutta.
E alla fine sembrava proprio contenta di averci conosciuto!
Alla biosfera il biologo che è in me è prepotentemente uscito.
Visita breve ma interessante (oh per me, io sono biologo) e quindi ci incamminiamo verso la città dei ragazzi, una costruzione dove sono state realizzate delle sale, una biblioteca e laboratori specifici per i ragazzi di tutte le età.

Ma prima si mangia, accampati nella hall come dei reduci dal G8 (visto che siamo a Genova). Filippo, Andrea e Samuele scatenati entrano prima di noi e iniziano già a divertirsi.
A fine pranzo entriamo tutti e ci dirigiamo verso la sala della fisica dove scopriamo le bellezze della fisica degli specchi, delle ombre, delle bolle di sapone e del mondo delle formiche.
Formiche che fanno impazzire Fabri che entra ed esce dal formicaio. O forse perchè lì dentro può svaccarsi senza che nessuno lo veda e lo rimbrotti.
Il pomeriggio passa veloce ed è già ora di tornare.
Salutiamo Giacomo e Giulia ed entriamo in metrò. Basta camminare, meglio farsi due fermate di metropolitana e arrivare tranquilli in stazione.
Tralascio la breve ma intensa pantomima alle macchinette erogatrici dei biglietti dove il nostro numero variava di secondo in secondo. Ma non saremmo la Pulce se non complicassimo gli affari semplici!

Si sale sul treno e via verso Milano. Tutti un po’ stanchi ma comunque felici.
La stanchezza passa subito quando c’è da fare merenda poi il viaggio prosegue senza intoppi e senza ritardi.
Le foto? Ce ne sono non temete, le carica Claudio sempre nel link a fianco.

La prossima uscita il 21 dicembre a San Luca per la classica pizzata di Natale (Spontini docet).

Buona Pulce a tutti