Da mercoledì a venerdì

E l’anno accademico della Pulce si chiude degnamente con l’uscita a Veruno da mercoledì a domenica.
Come è andata? ma splendidamente come sempre.
Ogni anno che passa sistemiamo sempre le piccole difficoltà che anno dopo anno si presentano.
Ma quest’anno è stato quasi perfetto.

Partenza mercoledì: uno sparuto ma agguerrito gruppetto si trova davanti a San Luca e parte.
Tutti gasatissimi.
Serena come sempre infonde sicurezza e tranquillità con la sua preponderante gioia che non trattiene in nessun caso, Raffa pregusta il futuro facendosi enormi castelli in aria, Eleonora alla sua prima volta è un pochino preoccupata ma non lo lascia intendere e si vede che è vogliosa di iniziare, Fabry: “do… do… do… domenica: casa?” ma fa sempre così, poi si diverte come un matto! Giorgio quieto come sempre inizia a sfoggiare freddure e barzellette che ci accompagneranno per tutti i 5 giorni *

Non sto a dire quali volontari c’erano, le partenze, gli arrivi, i subentri, le sostuituzioni, perchè avrei bisogno che John Nash mi creasse un algoritmo per descriverli.
E sarebbe troppo complicato.

Comunque: arrivo a Villa Elisa e sistemazione della casa.
Pranzo, sistemazione delle camere (ormai fisse da anni), spesa e relax in giardino.
Cena.
Anche quest’anno Mari Grassi si è gratuitamente offerta di farci da cuoca. E sempre con risultati ottimi. Per noi, intendo! Grazie sempre e comunque. Grazie.
Dopo cena all’insegna della bisca: rubamazzo e uno la fanno da padroni. Raffa e Serena i più agguerriti.
E’ tardi: tutti a nanna. Domani ci aspetta una giornata piena!

Giovedì: sveglia e colazione. Raffa e le ragazze sono sempre mattiniere, per Giorgio e Fabri servono i cannoni di Navarone per tirarli giù dal letto.
La giornata che aspetta la Pulce è lunga e piena di impegni: si andrà in una fattoria sapientemente trovata da Chiara a vedere come si lavora il grano e a fare i biscotti.
La gita è stata meravigliosa, ne sono testimonianza i pensieri scritti sul diario di bordo e il risultato sono degli ottimi biscotti che a merenda vengono spazzolati da tutti i presenti nel giardino della Villa mentre Raffaele architetto progetta e realizza castelli nella sabbia.
Qualcuno parte (tipo Nicholas) e qualcuno arriva. Ma chi? E’ arrivato l’arrotino! No sorry, Federica. E Luca, Micol e Samuele.
Cena e dopo la classica bisca, due canti in compagnia, tutti a nanna.

Venerdì: il venerdì a Veruno è il giorno dell’acqua.
No non perchè piove, ma perchè l’attività è sempre connessa all’acqua; tre anni fa al Lago di monate, due anni fa alle Terme di Premia, l’anno scorso e quest’anno sempre Lago di Monate.
Ormai ci conoscono. e noi non facciamo nulla per nasconderci!
Il tempo è mite e sotto gli alberi presenti sul prato antistante il lago si sta da Dio!!!!!
Solo Giorgio non molto affascinato dal lago si crogiola sulla stuoia, gli altri sono sempre in acqua.
Raffaele salva più bagnanti in difficoltà in mezza mattinata che Mitch Buchannon in quattro serie di Bay-Watch.
Fabrizio sfida chiunque a batterlo in qualunque stile.
Serena, Eleonora e Federica sono delle signore e non si comportano come quei due grezzi di cui sopra…. Nuotano tranquille senza troppo caos.
Pranzo con panini e dopo la digestione e relativo relax si parte per la classica pedalata in pattino.
Tornati tutti accaldati ma felici e quindi nuovo bagno rinfrescante.
Giacomo e Fulvia devono partire: devono studiare, gli esami incombono quandi li salutiamo…….. Gelato per tutti. Si chiacchera, ci si rilassa tra le fresche frasche.
E’ ora: a casa. Si riprendono le macchine e si riparte per Villa Elisa.
A casa il leitmotiv è il medesimo: doccia, cena e nuovi arrivi.
E che arrivi!!!
Dopo un’assenza di anni dovuta a le più svariate malattie Elena e Gianluca sono riusciti a venire, insieme a Cecilia che lascia il marito a Milano per salire (non temete, Zamba arriva domani!).

Adesso però basta, ho già raccontato fin troppo, lasciatemi riposare, devo fare un po’ di cose, i prossimi giorni a breve (sempre che riesca a riavviare il pc a casa!).

* Perchè Gesù entra sempre nei bagni delle donne? Perchè c’è scritto “SIGNORE”